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Può lo sport contribuire alla felicità delle persone?

A Trento, venerdì 11 ottobre, in occasione della seconda edizione del Festival dello Sport, al bookstore allestito in piazza Duomo si è svolta la presentazione del libro “All You Need Is Sport”, a cura di Paolo Crepaz, Edizioni Centro Studi Erickson. 260 pagine dedicate all’analisi del binomio sport e felicità ed un “agonismo sociale” e ad una felicità tale da divenire “inclusiva”.

Alla presentazione di Stefano Bizzotto, giornalista di Rai Sport e voce storica delle telecronache si susseguono quattro testimonianze di campioni del mondo dello sport e brevi saggi di 10 esperti.

Paolo Crepaz, medico, specialista in fisiatria e medicina dello sport

Dottor Crepaz: perché questo libro?

L’opera nasce da una visione condivisa con agli altri nove autori dei testi proposti nella seconda parte. Docenti ed esperti in vari ambiti e discipline convinti che lo sport possa avere un valore individuale e sociale maggiore di quello che riveste attualmente. Lo sport è un fenomeno indiscusso del nostro tempo. Gli operatori coinvolti a vario titolo in questo settore sono davvero consapevoli della bellezza di questa esperienza? All You Need Is Sport intende offrire punti di vista diversi che scaturiscono dalle professionalità degli autori che hanno fornito i loro contributi. Obiettivo? Suscitare domande, essere più critici, stimolare il desiderio ad approfondire capacità e conoscenze.

Sport e felicità, come si declina questo binomio?

La premessa scritta dal giornalista Stefano Bizzotto fornisce già una chiave di lettura in tal senso. Spesso sport e felicità hanno a che fare con l’emozione per un gesto o una impresa. Nel libro si propone un nuovo concetto di felicità. Felicità che passa attraverso lo sport per raggiungere la salute della persona, il benessere. Felicità è da intendersi come pienezza fisica, psicologica e relazionale. Lo sport non è la soluzione a tutti i problemi, ma sono convinto che possa dare un contributo notevole alla costruzione di persone migliori.

Il pallavolista Giacomo Sintini. la polivalente Antonella Bellutti, l’alpinista Tamara Lunger, il calciatore Damiano Tommasi. Sono queste le testimonianze raccolte nella prima parte del testo. Le esperienze di vita prima, le parole degli esperti dopo. Perché questa scelta?

Ai quattro testimoni è stato chiesto se e quando lo sport è diventato esperienza trasferendo così nella loro quotidianità qualcosa di importante. Il cancro ed il ritorno alla vittoria per Sintini, l’olimpionica Antonella Bellutti con il suo percorso personale verso la ricerca della felicità fatto di gioie e momenti bui, Tamara Lunger che trasforma la rinuncia agli ultimi 70 metri di dislivello prima della conquista del Nanga Parbat in un momento di successo, Damiano Tommasi che propone l’inclusione e la socializzazione attraverso il calcio. Esperienze di successo, tra loro diverse, dense di ricerca e travaglio interiore che in maniera, a nostro avviso determinante, donano credibilità al testo.

C’era davvero il bisogno di un altro libro sullo sport?

La novità risiede nei punti di vista che vengono offerti. 10 autori e quattro atleti di livello insieme propongono il loro pensiero. Gli esperti avrebbero potuto tranquillamente partire da sport e felicità per creare una propria pubblicazione. La sfida condivisa con la casa editrice è quella di proporre ad un pubblico ampio ed eterogeneo esperienze completamente diverse: il calcio a cinque per le persone con disabilità mentale o il ruolo della donna nella società e nello sport moderno. Creare una collana era di sicuro la scelta editoriale più facile per tutti. Abbiamo deciso di fare un esperimento per verificare se la prospettiva poliedrica interessa alle persone ed è in grado di stimolare in loro curiosità.

Torniamo all’inizio. Ha detto che il libro nasce da una visione condivisa con gli autori. Da dove nasce questa intesa?

Con ognuna delle firme inserite nella seconda parte c’è un solido rapporto personale oltre che lavorativo che va avanti da oltre 15 anni e che si traduce nell’esperienza di Sportmeet, rete mondiale di operatori del mondo dello sport che scaturisce dall’ideale del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich. Non si trattava “solo” di mettere attorno ad un tavolo firme credibili scelte per curriculum.

Intervista di Giovanni Bettini